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Intervista ad Andrea Ferrari, presidente AIDC Associazione Italiana Dottori Commercialisti

Ferrari, AIDC: “Ridare dignità al rapporto contribuente-Stato”

Andrea Ferrari – Presidente Nazionale AIDC

“Il disagio maggiore che ancora oggi vive la categoria dei commercialisti risiede nel difficile rapporto con l’amministrazione finanziaria dalla quale ci sentiamo trattati – e soprattutto vediamo trattati i contribuenti – come sudditi piuttosto che come cittadini. Ed è infatti da qui che partono le nostre proposte: ridare dignità al rapporto contribuente-Stato, operando, in quanto dottori commercialisti, per tale dignità”. Andrea Ferrari, Presidente dell’Associazione Italiana Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili – AIDC anticipa a IPSOA Quotidiano le 10 proposte alla politica che verranno presentate oggi a Milano.

Elevazione a rango costituzionale dello Statuto dei Diritti del Contribuente, passaggio della competenza del contenzioso tributario dal MEF al Ministero di Giustizia, obbligo di revisione contabile per tutti i soggetti beneficiari di contributi pubblici. E ancora: istituzione permanente di un organo di controllo della spesa pubblica, con poteri e funzioni equiparabili a quelle dell’Agenzia delle Entrate, e riduzione al 50% dell’imposizione sul reddito incrementale per imprese e professionisti.
Sono queste alcune delle proposte che l’AIDC intende avanzare alla politica e di cui si parlerà nel corso della conferenza stampa odierna in programma a Milano.

Presidente Ferrari, quali sono i principali punti che intende proporre alla politica per dare nuovo slancio alle imprese e per riaffermare il ruolo dei professionisti della Categoria?

Le nostre proposte alla politica si articolano su tre capitoli: razionalizzazione dell’impianto normativo tributario, controllo della spesa pubblica, misure incentivanti di carattere tributario. Abbiamo inteso proporre misure semplici, di facile ed immediata attuazione, ma soprattutto coerenti con le necessità del Paese, di professionisti ed imprese, senza però trascurare le esigenze di copertura finanziaria e di mantenimento dell’impianto sociale del Paese, anzi in un’ottica di miglioramento.
In una parola, cerchiamo di uscire dalle promesse di corteggiamento tipiche della campagna elettorale, per entrare nel merito, concreto, della costruzione di un rapporto stabile e duraturo.

Tra le priorità, cosa chiederà al prossimo Governo?

Il dialogo concreto e serrato con i rappresentanti delle esigenze del Paese. Ovviamente la nostra priorità sono imprese e professionisti. In tal senso qualche passo è stato fatto: sono stati indetti tavoli di confronto e talvolta hanno anche funzionato. Talaltra no.
Recuperare l’idea del CNEL come vero luogo di confronto tra politica, forze sociali, economia ed impresa, potrebbe essere un buon punto di partenza. Come del resto ha espresso il Prof. Tiziano Treu, Presidente del Consiglio nazionale per l’economia e il lavoro, nel nostro recente Meeting di Lecce.

Quali sono i disagi che vive attualmente la Categoria?

Vi è un disagio generale dato, da un lato, da una oggettiva contrazione del nostro mercato. Il disagio maggiore ancora oggi risiede però nel difficile rapporto con l’amministrazione finanziaria dalla quale ci sentiamo trattati, e soprattutto vediamo trattati i contribuenti, come sudditi piuttosto che come cittadini.
Ed è infatti da qui che partono le nostre proposte: ridare dignità al rapporto contribuente-Stato, operando, in quanto dottori commercialisti, per tale dignità.

Sono maturi i tempi per l’elevazione a rango costituzionale dello Statuto dei Diritti del Contribuente, intervento che AIDC richiede da tempo?

Decisamente maturi. È una misura che può essere diversamente articolata, ma che è ormai indifferibile.
Un problema avvertito come gravemente ingerente per la nascita e la crescita di imprese e professioni è la burocrazia. Molte complicazioni, tra le maggiori, sono in ambito tributario. L’adozione di quelle nome come preordinate all’impianto legislativo tributario determinerebbero il realizzarsi immediato della quasi totalità delle proposte di semplificazione avanzate in questi anni.

Quali possono essere le iniziative in grado di favorire lo sviluppo dell’attività professionale e d’impresa e rilanciare il sistema Paese?

Tutto ciò che può dar serenità ad imprese e professionisti nello svolgere il proprio lavoro. Da minime misure che favoriscano l’aggregazione tra soggetti economici e l’avvio dell’attività, oggi paradossalmente scoraggiati, ad un impianto impositivo basato su una meritocrazia impositiva: la proposta di detassazione del reddito incrementale che già avanzammo ad ottobre nel corso del meeting di Lecce.
Sono proposte, quelle che presenteremo oggi, che nascono dal confronto con le nostre sedi territoriali. Un prezioso think tank, prossimo alla realtà della professione e dell’impressa. Le consegniamo alla politica, perché possa farsi strumento del cittadino.