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Più utili meno tasse per imprese e professionisti. Il Sole 24 Ore

Le proposte dell’AIDC per il rilancio dell’economia.

Il fisco italiano pesa sulla competitività.

All’Italia serve un fisco più efficiente e stabile.

A rilanciare il tema è stata ieri dall’Aidc, l’Associazione italiana dottori commercialisti, durante l’incontro organizzato ieri a Milano per presentare dieci proposte di riforma fiscale.

«È necessaria una riforma dell’ordinamento tributario, prima ancora di entrare nel merito della norma – spiega il presidente Aidc Andrea Ferrari.

Chi oggi decide di fare impresa in Italia è preoccupato dalla sfuggevolezza della continuità normativa in Italia che incide sulla competitività».

Sulla questione si è espresso anche il Global competitiveness Report 2017-2018 presentato in questi giorni a Davos da cui emerge che nel nostro Paese tra i fattori più problematici c’è proprio il fattore fiscale.

Tra le proposte di Aidc ce ne sono alcune “evergreen” come quella di elevare a rango costituzionale lo Statuto del contribuente, nato nel 2000 come legge ordinaria e «troppo spesso derogato».

O la codificazione unitaria delle norme tributarie con tre testi unici: uno per le imposte dirette (l’attuale Tuir è oramai vecchi di trent’anni), uno per l’Iva e uno per le altre imposte e conseguente divieto di formulazione di leggi tributarie al di fuori di essi .

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